Classificare i rifiuti prima di stoccarli
Uno stoccaggio corretto parte da una classificazione corretta. La classificazione spetta al produttore del rifiuto.
Urbani e speciali
In base all'origine, i rifiuti si dividono in urbani e speciali. In base alle caratteristiche di pericolosità, i rifiuti speciali si dividono in non pericolosi e pericolosi.
- Sono urbani: i rifiuti dello spazzamento delle strade e i rifiuti di qualunque natura giacenti su strade e aree pubbliche.
- Sono speciali: i rifiuti agricoli e agro-industriali; quelli da demolizione, costruzione e scavo; quelli derivanti dal recupero e dallo smaltimento di rifiuti.
- I rifiuti da attività di servizio e da lavorazioni artigianali sono speciali se diversi dai rifiuti urbani.
Il codice EER
Il codice EER (Elenco europeo dei rifiuti) è composto da 6 cifre. La prima coppia indica le venti classi di attività da cui originano i rifiuti. La seconda coppia indica le sottoclassi, cioè il processo produttivo. I codici dei rifiuti pericolosi sono contrassegnati da un asterisco.
Se nessuno dei capitoli da 01 a 12 o da 17 a 20 permette di identificare il rifiuto, si esaminano i capitoli 13, 14 e 15. Il capitolo 19 riguarda i rifiuti prodotti da impianti di trattamento dei rifiuti e delle acque reflue fuori sito, nonché dalla potabilizzazione e preparazione dell'acqua per uso industriale. Il capitolo 20 riguarda i rifiuti urbani, inclusa la raccolta differenziata.
Da ricordare: i rifiuti con "codice doppio specifico" non esistono. I rifiuti che contengono POPs (inquinanti organici persistenti) oltre i limiti di legge vanno classificati come pericolosi.