Il ruolo di chi dirige le attività
Chi dirige un cantiere di bonifica amianto deve governare tre aspetti: la valutazione del rischio e gli adempimenti verso gli organi di vigilanza, l'organizzazione tecnica del cantiere (confinamento, decontaminazione, DPI) e la gestione dei rifiuti. Le norme di riferimento sono soprattutto il D.lgs. n. 81/2008 e il DM 6.9.1994.
Valutazione del rischio ed esposizione
Con il termine amianto si designano sei silicati fibrosi. Nella valutazione del rischio il datore di lavoro tiene conto della polvere proveniente dall'amianto e dai MCA. La valutazione si ripete ogni volta che una modifica può cambiare in modo significativo l'esposizione.
Le fibre regolamentate hanno lunghezza maggiore di 5 micron, diametro inferiore a 3 micron e rapporto di allungamento maggiore di 3. Il valore limite di contaminazione è quello al quale la popolazione può restare esposta senza aumentare in modo significativo la probabilità di ammalarsi.
Le ESEDI
Le Esposizioni Sporadiche di Debole Intensità (ESEDI) riguardano attività di massimo 60 ore l'anno, non oltre 4 ore per intervento e 2 interventi al mese, con esposizione massima di 10 ff/l su 8 ore. In questi casi, se il valore limite non è superato, il datore di lavoro non presenta la notifica: vale anche per incapsulamento e confinamento di MCA in buono stato.
Superamento del valore limite
- Il datore di lavoro informa i lavoratori coinvolti.
- Il lavoro può proseguire solo se si individuano le cause e si adottano misure appropriate.
- Se l'esposizione non si riduce con altri mezzi, serve un DPI delle vie respiratorie con fattore di protezione operativo adeguato.
- Se il superamento è previsto già nella rimozione, si realizza un confinamento artificiale.